#15 Il mio viaggio intorno al mondo. Da Bali agli Stati Uniti. La storia di Noemi.

16:45:00

La storia di questa intervista è davvero particolare. Circa un mese fa ho chiesto in un gruppo Facebook un consiglio per una lettura che parlasse di un viaggio. Mi ha contattato Noemi che timidamente mi ha detto che lei un libro di viaggio lo aveva da consigliarmi: il suo! 
Dopo qualche messaggio ho scoperto che Noemi non solo ha scritto un libro, “SAFARI”, non solo è una travel blogger come me, ma è anche un donna in gamba che un bel giorno ha deciso di partire per un viaggio intorno al mondo. 

Ed oggi ci parla di tutto questo.

Un viaggio che le ha cambiato la vita, da Bali, all’Australia, passando per le Isole Cook e arrivando fino agli Stati Uniti. 

Grazie a Noemi ho scoperto il c.d. “biglietto RWT- Il biglietto per il giro del mondo” grazie al quale è possibile fare un viaggio intorno al mondo con il medesimo biglietto. 

Sono molto felice di questa intervista perché mi ha ispirato tanto e mi ha ricordato, ancora una volta, che nei sogni bisogna crederci sempre.

IG unadonnaalcontrario

1) Ciao Noemi! Ci racconti come è nata l’idea del tuo viaggio intorno al mondo?


L’idea del viaggio in verità nasce da lontano, nasce anche da come si è nella vita. 
E se mi chiedi come sono io, ti rispondo: “Curiosa all’ennesima potenza”. Amo viaggiare da sempre. Da qualche tempo mi ronzava per la mente l’idea di fare L’ESPERIENZA del Giro del Mondo. 
L’ho rimandato tante volte, più per dei limiti mentali che per limiti veri e propri. Poi c’è quel momento che ti dici “O ora o mai più”, e lo fai e basta. 
Tutto il resto non conta più. Il tuo piede è già su quell’aereo.

2) Come ti sei organizzata per pianificare questo viaggio? E quanto tempo prima?

Dal punto di vista pratico ho acquistato il biglietto per il Giro del Mondo da un’agenzia inglese specializzata in viaggi intorno al mondo. Poi ho fatto da me come in tutti i miei viaggi. 
Ho prenotato a Giugno e a Settembre siamo partite. Ma visto che il viaggio era lungo e prevedeva più tappe, quindi più visti, più valute, molte cose le ho fatte durante il viaggio. Quando fai un viaggio di questo tipo, non si può pensare di organizzare tutto nel dettaglio. Però questo è anche il suo bello. 
La vita poi pensa al resto ed è bello stupirsi di quanto l’ambiente esterno protegga chi fa un gesto in direzione della propria felicità.

BALI @unadonnaalcontrario

3) Quali sono state le tue tappe? Ed in base a che cosa le hai scelte?

Bali, Australia (2 tappe), Isole Cook e USA (2 tappe). In parte le ho scelte in base ai luoghi che volevo visitare da tempo e in parte in base al fatto che viaggiavo da sola con una bambina. Ho preferito evitare i luoghi considerati “a rischio” ma soltanto per lasciare tranquilli papà e nonni a casa (che comunque non erano tranquilli lo stesso ;-) ).

NEW YORK @unadonnaalcontrario
The Twelve Apostles - AUSTRALIA @unadonnaalcontrario

4) So che hai utilizzato il "biglietto RWT- Il biglietto per il giro del mondo”. Come funziona questo biglietto? Che cosa è utile sapere prima di acquistarlo?

Il RWT è stato davvero una grande scoperta per me. In verità esiste già da tempo, nei paesi anglosassoni, perché loro hanno nella cultura l’idea del viaggio sabbatico, o il viaggio alla fine del diploma/college. Da noi è ancora poco diffuso, ahimè! 
E questo mi dispiace tanto perché viaggiare arricchisce più di ogni altra scuola o università al mondo. È un biglietto in cui puoi decidere liberamente quali e quante tappe fare, ma puoi viaggiare o solo verso est o solo verso ovest e devi partire e tornare dallo stesso punto. È sicuramente più economico dei biglietti tradizionali e puoi modificarlo anche durante il corso del viaggio. 

LOS ANGELES @unadonnaalcontrario

5) La tua compagna viaggio era davvero molto speciale, tua figlia. Quali sono stati i momenti più belli e memorabili di questo viaggio insieme a lei?

Non c’è dubbio che un viaggio solo donne, anzi solo mamma e figlia, rimane nel cuore, stampato ed indelebile. Di momenti belli insieme ne abbiamo vissuti tanti. Brutti pochissimi. 
Sì, abbiamo avuto qualche piccola disavventura ma per la maggior parte del tempo è stato tutto aldilà delle nostre aspettative. 
A lei ovviamente sono rimasti più impressi i momenti a contatto con gli animali: vedere i Canguri da vicino, o avere un pappagallo sulla spalla in mezzo alla natura, quindi lontano da Zoo o altri luoghi in cui gli animali crescono in cattività. Imparare a rispettare i pinguini e, per questo, vederli in condizioni che per noi erano di disagio, al freddo e al buio, abbracciate l’una all’altra per scaldarci ma con gli occhi a cuore come bimbe piccole. 
Per me invece sono i paesaggi, i templi a picco sul mare, la sacralità dei luoghi scolpiti dalla natura, conoscere la gente di luoghi diversi dai nostri, le cose che mi sono rimaste più impresse.
BALI @unadonnaalcontrario

6) Ci sono state delle difficoltà nel coniugare un viaggio avventuroso come questo con le esigenze di una bambina piccola?

Sicuramente viaggiare con lei è stato più complicato che se avessi deciso di partire da sola. Mia figlia è una distratta cronica, é capace di perdere qualunque cosa, quindi dover stare attenta per 2 è stata la cosa che mi ha creato più fatica. Avevo bisogno di essere sempre concentrata, avere sempre con me i documenti (considera che Catherine è stata adottata, quindi io porto sempre con me tutti i suoi documenti precedenti all’adozione, documenti del tribunale, e quelli successivi) e guardare sempre dove stava, cosa appoggiava sulla panchina o sull’autobus. Nonostante questo, qualcosina se l’è persa Niente di importante, per fortuna.
Per il resto posso dirti che è stato tutto molto semplice. 
Lei non si è mai lamentata, nemmeno quando abbiamo fatto il Coogee Walk che è una camminata di 5,5 Km lungo la costa di Sydney. Anzi qualche volta portava il mio zaino se mi vedeva stremata dal caldo. Insomma una vera viaggiatrice

7) A chi consigli un viaggio intorno al mondo? E a chi, invece, lo sconsigli?

Fosse per me lo consiglierei a tutti perché è un’esperienza che può solo far crescere e migliorare in bene. Ma mi rendo conto che bisogna avere un forte spirito di adattamento, un grande desiderio di apertura al prossimo e ai luoghi. Per il resto ognuno può modulare il viaggio in base alle sue esigenze. Con una bambina io ho viaggiato “relativamente” in lentezza, rispettando i suoi tempi e risparmiando le energie quando era possibile in vista di giorni in cui sapevo avremmo dovuto spenderne parecchie.

BALI @unadonnaalcontrario

8) Potessi teletrasportarti adesso in uno dei luoghi del tuo viaggio quale sarebbe?

Non sarebbe un luogo ma un continente: l’Oceania. 
9) Il tuo blog è nato dopo aver scritto il tuo primo libro “Safari”. Ci racconti com’è nata l’idea di scrivere un libro e di che cosa parla?

“Safari” è stato sicuramente premonitore di questo viaggio. In verità quando Lisa, la protagonista del libro, “ha bussato al mio cuore e mi ha chiesto di raccontare la sua storia”, non avevo alcuna idea che dopo qualche anno sarei partita per il Giro del Mondo. Anche lei infatti fa un Giro del Mondo, con tappe diverse dalle nostre, partendo da esigenze diverse. Lei ha bisogno di andare via da una situazione che la tiene “imprigionata” in ruoli che non sente più aderenti a se stessa. E Grazie a questo viaggio, pian piano, se ne libera e riconquista la sua vera natura, senza orpelli né giudizi. È la storia di una donna che va oltre i limiti che l’ambiente in cui ha vissuto le ha disegnato addosso. È la storia di una scelta di libertà e di consapevolezza. 

BALI @unadonnaalcontrario

10) Avere una storia da raccontare, riuscire a scriverla ed infine pubblicare un libro, non è da tutti. Quali sono stati, se ci sono stati, i passi più difficili? 

Il passo più duro è stato credere di farcela. Io non mi considero una scrittrice. Ho solo raccontato una storia che aveva bisogno di essere raccontata. 
Non avevo nessuno che credesse in me e infatti mi sono auto-pubblicata. Ho dovuto fare tutto da sola: l’editing, l’impaginazione grafica, le infinite correzioni, l’adattamento per l’ebook (roba che mi fumava il cervello), ma l’ho fatto perché avevo una motivazione grande: volevo arrivare a quelle persone che hanno bisogno di un piccolo aiuto, una piccola scossa per fare quel cambiamento che rimandano da sempre. Sono convinta che la felicità sia contagiosa e questo libro, con tutti i miei limiti e le mie imperfezioni da essere umano, è il mio modo di contagiare il mondo.

ISOLE COOK @unadonnaalcontrario

11) Domanda difficile: tre parole per descrivere i luoghi che hai visitato in viaggio.

Pace, Protezione, Gioia


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